Da utenti a programmatrici: le ragazze sfidano i pregiudizi nelle STEM
Anche quest’anno il 19/06/2026 si è chiusa al dipartimento di ingegneria informatica “Enzo Ferrari” la XIII edizione di “Ragazze Digitali ER”, progetto finanziato dalla regione, che ha contato più di 250 ragazze suddivise nelle tre sedi: Modena con “Code e Play”, Mirandola con “MedTech Makers” e infine Carpi con “Green-Tech Innovators”.
Nel Camp di Modena, durato due settimane, hanno partecipato 53 studentesse, di cui ben il 55% dell’IIS F. Selmi. Le 48 ore sono state riconosciute anche per FSL.
Durante questo corso, che è entrato nella rosa dei 5 progetti finalisti della categoria "Women in ICT Careers" agli European Digital Skills Awards 2025, le “giovani programmatrici” hanno imparato ad utilizzare il linguaggio informatico Python realizzando un videogioco nei laboratori di Unimore sfidando i pregiudizi sulle STEM.
La collaborazione di VEM sistemi e Certego ha rafforzato il legame tra impresa - formazione universitaria - competenze digitali proponendo alle ragazze una visita alla sede VEM di Forlì e una lezione dedicata alla cybersecurity, con un approfondimento sulle competenze richieste dal settore sulla protezione dei dati e sull’analisi delle minacce informatiche.
Da ricordare è l'intervento durante la cerimonia finale dell’assessora Mazzoni (da mincioedintorni.com del 19/06/26): “Essere qui oggi, nel luogo dove tutto è cominciato, è una bella occasione per ricordare perché abbiamo deciso di investire su ‘Ragazze Digitali’. Le studentesse hanno dimostrato che gli strumenti digitali non sono lontani o complicati: sono mezzi per creare, raccontare avvenimenti, risolvere problemi insieme. Le storie che le ragazze hanno raccontato con i loro videogiochi sono anche la storia di una generazione che non si limita a usare la tecnologia, ma la sa progettare e mettere al servizio delle persone. Le competenze digitali sono per noi una chiave di cittadinanza, non un privilegio per pochi. Nel settore ICT le donne restano ancora una minoranza, in Europa sono solo una su cinque…”
Altrettanto importante sono le parole della Prof.ssa Claudia Canali, referente del progetto - da Modenatoday, 19 giugno - “Per molti anni l’informatica è stata raccontata quasi esclusivamente come un ambiente maschile e questo ha creato stereotipi molto forti. La nostra esperienza di oltre dieci anni con Ragazze Digitali ci insegna che, quando questi pregiudizi vengono rimossi, emergono entusiasmo, talento e potenzialità che troppo spesso restano invisibili”.
Molte studentesse non avevano idea di quanto potesse essere interessante e coinvolgente sia la partecipazione ai laboratori che la realizzazione del videogioco in Python.
Da sottolineare anche l’importanza del clima di collaborazione che si è creato sia con i formatori che con il gruppo.
Parte di programmazione in Python di un gioco
Le ragazze sfidano i pregiudizi nelle STEM

